Lot 209
O. Piccolomini. Eigenh. Brief mit U. Brüssel, 9.IV.1647.
Estimate
€ 1.800
Starting Price
€ 1.200
Hammer Price
€ 1.200
Lot:
209
Category:
Manuscripts and autographs
PICCOLOMINI, OTTAVIO (1599 Florenz - 1656 Wien)
Eigenhändiger Brief mit Unterschrift („Htz: di Amalfi“). Brüssel, 9. April 1647. 1 Doppelblatt (2 beschriebene Seiten). 30,4 x 21,4 cm.
(Schwach feuchtfleckig. Gering gebräunt.)
In italienischer Sprache an seinen Sekretär Peconi zwecks Erkundigung über stationierte Truppen und finanzielle Angelegenheiten. Piccolomini fordert Peconi auf, 10.000 Gulden nach Wien zu senden: „Sto attendo da sentire che caricha la mià sigria abia auto nella distribuzione de quartieri, uolendo evedere non aueva auto dauantagio quello si tocha e vi sarete uoluito de favori delli generali come di gia auisato, et si deve usare oggni diligensia per conseruare li suditi, si come di già uo auisato per mia anticedenti. Voria uedere pagato li m/10 fiorini al malo auio li tenersi non mi mancha sino dauantagio, e di nouo vi commetto procurate effectuare quanto disidero premendo molto [...] Auisatimi che Colonello sia allogiato e con che troppe nella mia segria e cosa si da per lalogio [...] Ricevo la vostra e sento le diligenzie fate per la sadisfarione, al malo poterete rimetterle a Vienna si dara vi come uoi mi auisate per non perdere tanto [...]“.
Eigenhändiger Brief mit Unterschrift („Htz: di Amalfi“). Brüssel, 9. April 1647. 1 Doppelblatt (2 beschriebene Seiten). 30,4 x 21,4 cm.
(Schwach feuchtfleckig. Gering gebräunt.)
In italienischer Sprache an seinen Sekretär Peconi zwecks Erkundigung über stationierte Truppen und finanzielle Angelegenheiten. Piccolomini fordert Peconi auf, 10.000 Gulden nach Wien zu senden: „Sto attendo da sentire che caricha la mià sigria abia auto nella distribuzione de quartieri, uolendo evedere non aueva auto dauantagio quello si tocha e vi sarete uoluito de favori delli generali come di gia auisato, et si deve usare oggni diligensia per conseruare li suditi, si come di già uo auisato per mia anticedenti. Voria uedere pagato li m/10 fiorini al malo auio li tenersi non mi mancha sino dauantagio, e di nouo vi commetto procurate effectuare quanto disidero premendo molto [...] Auisatimi che Colonello sia allogiato e con che troppe nella mia segria e cosa si da per lalogio [...] Ricevo la vostra e sento le diligenzie fate per la sadisfarione, al malo poterete rimetterle a Vienna si dara vi come uoi mi auisate per non perdere tanto [...]“.